Sanniti e Sannio L'area archeologica di Pietrabbondante
SANNITI


L'AREA ARCHEOLOGICA DI PIETRABBONDANTE
EPIGRAFIA

 

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LE ISCRIZIONI DEL TEMPIO A

Se si escludono alcune iscrizioni molto frammentarie, abbiamo quattro testi di lingua osca molto importanti per comprendere la storia dell'edificio, ora tutti al Museo di Napoli. Uno Ť inciso sui blocchi di una cornice di coronamento dell'alzato e reca il nome del magistrato che fece fare la cornice stessa (e che quindi curÚ l'edificazione di una parte solamente del tempio), collaudandone l'esecuzione. Il testo Ť incompleto, e manca tra l'altro l'indicazione delle cariche del magistrato, probabilmente un Meddix Tuticus. Questo magistrato era un Tito Staio figlio di Tito - (t. stažžs t.)
Si Ť inoltre conservata integralmente l'iscrizione relativa alla dedica dell'edificio, anch'essa compiuta da un magistrato della "gens Staia":

gn. stažžs mh. stafldins medt. t. dadikatted
(Cn. Staio Stafidino figlio di Maras meddix tuticus ha dedicato)



 



Iscrizione NA n.125/Inv.2895a

 

La magistratura di Cn. Staio figlio di Maras deve collocarsi intorno agli anni 180-170 a.C. Tra i numerosi esponenti di questa gens, che occupÚ saldamente il vertice dello stato sannitico per tutto il corso del II secolo a.C., sono noti molti nomi di Meddices Tutici, che possono distribuirsi in sequenze relative.
La loro connessione con la documentazione monumentale consente di istituire alcuni collegamenti cronologici, non puntuali ma certamente indicativi. Altri due Staii che rivestono la carica di Meddices possono considerarsi diretti discendenti di Cn. Staius Mh. f.
Il piý recente Ť Paccio Staio figlio di Lucio, meddix intorno al 90 a.C. noto per la costruzione di alcune vasche di pietra di cui una era ancora in lavorazione presso il Tempio B quando cessarono le attivitŗ edilizie in connessione con la guerra sociale. E' noto poi il padre di questi, L. .Staius Mr. f., che compare come magistrato eponimo in bolli che datano la produzione annuale di tegole a Bovianum (rinvenute a Boiano e a Campochiaro). Questi, che puÚ dunque aver rivestito la carica nel decennio intorno al 120 a.C., Ť con ogni probabilitŗ nipote del Cn. Staio, meddix dedicante del Tempio A di Pietrabbondante, in quanto figlio di un Mr. Staius di cui non Ť per ora attestata la carica di meddix, e che doveva essere figlio di Cn. Staius Mh f.
Abbiamo dunque la sequenza:
Maras Staižs
Gn. Staižs Mh. Stafidins
Maras Staižs
L. Staižs Mr.
Pak. Staižs L.
 
fine III secolo a.C.
m.t. circa 180-170 a.C.
circa 150-140 a.C.
m.t. circa 120-110 a.C.
m.t. circa 90 a. C.

 

Personaggi di questa medesima famiglia sono riconoscibili anche in altre due iscrizioni che si riferiscono alle vicende del tempio. Il primo Ť un Meddix Tuticus di cui resta solo il prenome, ma che puÚ essere identificato con un magistrato che compare anch'egli su bolli di tegole prodotte a Boiano e rinvenute a Campochiaro. L'iscrizione di Pietrabbondante (n. 153 Vetter), incisa sulla base di un donario, puÚ essere cosž integrata:

ten [is Staiis mitl. K.] meddis tavtiks upsannom deded inim profated
(Stennio Staio figlio di Mitilo, nipote di Kaeso,
meddix tuticus, curÚ la costruzione e fece il collaudo)





Iscrizione NA n.130/Inv.2895e
 
e si puÚ collocare intorno alla metŗ del II secolo a.C., visto che la stessa carica, prima della guerra sociale, Ť stata rivestita anche dal figlio (bolli di Boiano). Infine, di estrema importanza storica Ť una quarta iscrizione osca che proviene da questo tempio (n. 149 Vetter), anch'essa purtroppo incompleta, ma sufficientemente ricca di informazioni.
Vi compare infatti menzionato il nome del Sannio (Safinim), che rivela esplicitamente la funzione politica e religiosa che il tempio, e quindi l'intero santuario di Pietrabbondante, svolgeva per lo stato sannitico. Del personaggio che aveva posto questa iscrizione si Ť perduto il nome, ma resta menzione della carica, la censura, che egli aveva rivestito sotto la meddicia di uno Staio figlio di Maras, il quale puÚ essere lo stesso Cn. Staius Mh. f. dedicante del tempio, ovvero il suo nipote L. Staius Mr. f., sopra ricordato. La censura del personaggio di cui si Ť perduto il nome dovrebbe quindi cadere tra il 180 e il 110 a. C.
  Vetter - Epigrafe dei Safinim
Iscrizione Vetter 149
NA n.130/Inv.2895d
Il ruolo svolto dalla famiglia degli Staii nella storia del Sannio tra il III e il I secolo a.C. emerge con particolare evidenza dalla loro presenza nel santuario di Pietrabbondante, e soprattutto in connessione con il Tempio A, al quale essi si sentirono sempre strettamente legati. Altre testimonianze della loro presenza sono collegate, come vedremo, anche al tempio maggiore (Tempio B), ubicato dietro il teatro.


LE ISCRIZIONI DEL TEMPIO B

La presenza dello stato sannitico come committente della grande impresa edilizia Ť dimostrata da un testo molto frammentario, ma ricostruibile con certezza nella sua parte finale:
senateis tanginýd aamanapped esždým prýfatted
(per decreto del senato curÚ la sua collocazione in posto ed egli stesso la collaudÚ)





Si tratta della formula con cui si chiudono le iscrizioni relative a opera pubblica appaltata e collaudata da un magistrato per deliberazione del senato. L'iscrizione e ricavata a sbalzo su una lamina bronzea che in origine doveva essere lunga alcuni metri, con lettere dorate alte cm. 5, e che doveva essere inchiodata su un elemento architettonico ligneo. Si riferisce quindi a qualche parte dell'epistilio o del tetto, ed era collocata sul lato destro dell'edificio. Un altro testo Ť inciso sul podio del tempio, sul lato sinistro, sul filare intermedio della parete di blocchi squadrati.
E' incompleto (manca un blocco) ma puÚ essere ricostruito nel modo seguente:

g. staatiis l. klar. [m. t. (?)] sývad ežtiuva]d pestlým ýpsanným faamated p. LX
(G. Stazio Claro figlio di Lucio [meddix tuticus (?) a sue spese]
ordinÚ di costruire il podio lungo 60 piedi)




Abbiamo dunque il nome di uno Stazio che fece costruire una parte del podio del tempio, per l'estensione di 60 piedi, ossia quasi per la metŗ, visto che l'intera struttura Ť lunga 130 piedi. Questo Stazio Ť identificabile con un personaggio di cui ci parla Appiano (Guerra civile, IV 25, 102), che lo chiama Stazio il Sannita. Questi aveva aderito all'insurrezione del Sannio contro Roma, e si era adoperato fattivamente durante la guerra sociale. Fu immesso poi nel senato romano, essendo passato evidentemente per tempo alla parte sillana, in grazia di tre requisiti: nobiltŗ, ricchezza e fama delle sue imprese. Visse a lungo, finchť fu trucidato dai triumviri, ottuagenario, nel 42 a. C. Era nato quindi nel 122 a.C., e giŗ nel 90-89 a.C., ossia quando aveva 32-33 anni, si era potuto distinguere per l'aiuto dato agli insorti.
Questa identificazione contribuisce alla migliore determinazione cronologica del Tempio B, facendone collocare la costruzione tra gli anni 95-91 a. C., ossia proprio a ridosso della guerra sociale. Che esso fosse completato nelle sue parti essenziali fino al tetto prima dell'inizio delle ostilitŗ Ť provato da molti elementi, tra i quali non secondari l'iscrizione incisa da due schiave di Erennio Sattio, in osco e latino, su una delle tegole del tempio.


Tegolone - Pietrabbondante - I Secolo a.C.

Pietrabbondante - Tegolone inciso.


Una serie di lavori di rifinitura e alcune opere secondarie non furono tuttavia mai eseguiti. Rimase ad esempio interrotta la lavorazione di una delle due vasche semicircolari che dovevano trovare posto ai due lati del tempio. Di esse una fu rinvenuta sul lastricato, all'inizio della strada laterale a sinistra del tempio, con un'iscrizione a mala pena identificabile; l'altra fu trovata nei pressi, su uno strato di scaglie di lavorazione con iscrizione osca ben conservata.
Ci informa che le vasche erano state fatte eseguire da:
pak. stažžs l. m. t.
(Pacius Staius L. f. meddix tuticus)
la cui magistratura va quindi collocata negli ultimi anni d'esistenza dello stato Sannitico. Una terza vasca in pietra, del tutto simile e con iscrizione uguale, fu rinvenuta a qualche chilometro di distanza dal santuario, in localitŗ Arco, ove sono anche i resti di un monumento funerario romano della gens Munatia.

 

CONSULTARE ANCHE LE PAGINE DEDICATE ALLA
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Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco
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