ISCRIZIONI IN OSCO
Le altre epigrafi più conosciute scritte nella lingua dei Sanniti.
(Terza Parte)

 


AREA ARCHEOLOGICA DI ALFEDENA - CASTEL DI SANGRO
 
Epigrafe osca da Castel di Sangro
 

Iscrizione osca databile intorno al VI secolo a.C. danneggiata in basso a destra e consunta po’ ovunque. Rinvenuta nell’anno 1931, nel Comune di Castel di Sangro, in vicinanza dell’abitato moderno, contrada "Orto del Principe", al lato della strada nazionale per Napoli e più precisamente presso le sorgenti del Rio, durante lo scavo delle fondamenta della casa di Giuseppe Buzzelli di Michelangelo.
Si tratta di una lastra di pietra (m. 0,52 x 0,42 x 0,36) con cornice sagomata, sulla quale un "titolo" osco, in belle lettere, ricorda la costruzione di un’opera (forse un edificio).
Vincenzo Balzano legge l’iscrizione così:


pettiud e. m.(eddix) t.(uticus)
omnino approbavit
numnius (o nummius) aedificavit

interpretandola nel senso che un tale Mumnius/Mummius (Mumnio/Mummio) eseguì l’opera dopo che il curatore generale (o sommo magistrato) Pettiud E. (Pettio/Pezio) approvò ogni cosa.
E. Vetter, in una nota alla detta iscrizione, dice che l’interpretazione data dal Balzano del "titolo" osco non è del tutto accettabile, perché si basa in parte su un errore di lettura (la prima parola è PETTIUR e non PETTIUD) da rettificarsi, pertanto cosi:


pettiur. e. m. t.
sul. prufa. f
numneìs. st

PRIMO RIGO:

PETTIUR è il numerale 4 (= latino quattuor); e. m. t. sono tre sigle da intendersi e(x)
m(eddikia) t(uutika) = ex praetura publica cioè quattro dalla più alta carica.

SECONDO RIGO:

..sul.prufa... è forse da integrarsi sùl(lus)prufa(ttens) "omnes pro baverunt", cioè "tutti approvarono (sottinteso, l’esecuzione di qualcosa)": si riferirà, cioè, ad una magistratura collegiale (non è infatti detto che sia il meddix soltanto) a cui fa probabilmente riferimento il numerale pettiur «quattuor» (cfr. i «quattuorviri» nei municipia romani).

TERZO RIGO:

...numneis.st...: non è detto che "numneis" sia un nome personale (di cui non ci sono immediati riferimenti, giacché Numnio/Mumnio non sono attestati nella zona). Potrebbe trattarsi dell’equivalente al latino "nominis", posto in genitivo singolare nel senso di "a nome di".
In st. che seguono è difficile identificare un verbo con il senso di aedìficavit, ma si tratta forse dell’iniziale di un antroponimo.
L’interpretazione potrebbe essere perciò:


quattro dalla carica più alta...
tutti approvarono...
a nome di...

L’opera eseguita, stando alla monumentalità dell’epigrafe, sarà probabilmente un edificio. Purtroppo dall’epigrafe non si distingue né l’uso dell’edificio, né tantomeno il luogo dove era ubicato, ma non dovremmo essere lontani dal vero se diciamo trattarsi di opera pubblica e se fissiamo la destinazione in contrada "Orto del Principe", proprio perché nel luogo citato sono venuti alla luce residui, tuttora esistenti, di fabbrica.

(Tratto da: E. Splendore - Le antichità di Castel di Sangro. Guida illustrata alle epigrafi. - Quaderno n.1 - Centro Culturale "T.Patini". GAPAS - Castel di Sangro 1983)


 


AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA PENNA - VASTO (CH)
 
Iscrizione osca su bronzo da Punta Penna di Vasto (CH)
 

Lastra bronzea rettangolare mancante del margine sinistro e di quello inferiore, fornita di due fori per l'infissione sul margine destro. La lastra reca un'iscrizione in lingua osca che ricorda i censori Gavio (Galavio) Osidio e Vibio Ottavio.
Databile tra il II e l'inizio del I secolo a.C.

Museo Archeologico di Vasto (inv. n. 219) - alt. cm. 7.5; lungh. cm. 10; spess. cm. 0.5

kaíl[is] . húsidíis . gaav[ieís] . s...
viíbís . úhtavis . úff...
kenzsur . ah-t...


 

ISCRIZIONI OSCHE Parte Quarta

 

 

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Storia dei Sanniti e del Sannio - Iscrizioni Osche III - Davide Monaco - Isernia 2010

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