4.
Pentri.
Nel Sannio Pentro tra le famiglie sannite di cui è sicura la corrispondente attestazione latina, non poche (di cui quattro avevano ottenuto il meddiciato) continuano a sussistere nell’ordinamento municipale a livello di borghesia (ma punto di riferimento deve essere il noto testo esernino
Samnites / inquolae / V(eneri) d(onum) d(ant) / mag(istri): / C. Pomponius V. f. / C. Percennius L. f. / L. Satrius L. f. / C. Marius No. f.: la dedica a Venere, concordemente attribuita ad un periodo anteriore alla guerra sociale, dimostra che i rappresentanti degli abitanti originari del luogo, i
Samnites, privati di capacità politica nonché ridotti nella condizione di stranieri residenti, gli
incolae, potevano organizzarsi anche in un collegio con funzioni religiose alla cui conduzione erano preposti quattro magistri): ad Aesernia i
Maii, i
Papii e gli
Staii (ad esempio
C. Maius L. f. Volt(inia) Clemens IIII vir Aesern(iae),
C. Papius C. f. Trebianicus Septimianus praetor e patronus, e
M. Staius M. f. Vol(tinia) Batraca Isauricus IIII vir; ma vedi anche la dedica posta al padre
C. Nonius C. f. M. n. che era stato quattuorviro quinquennale locale, dal figlio
M. Nonius C. f. C. n. M. pron. Gallus proconsul Galliae Transpadanae circa nel 30 a.C.,
septemvir epulonum, membro, cioè, di quel collegio sacerdotale, i cui rappresentanti sostituivano i pontefici nell’organizzazione dei banchetti sacri, le
epulae appunto, durante le feste religiose, il quale nel 29 a.C. aveva sottomesso la popolazione dei Treviri riportando la conseguente acclamazione di "imperator" puntualmente registrata, di cui sopravvive il ricordo anche nella formula onomastica; oppure quella che ricorda il magistrato
Q. Marcili(us) L. f. II vir, in qualche modo, probabilmente, da collegarsi con
L. Marcilius legatus Luculli (Asia) 74-72 a.C. il quale aveva chiamato ad arbitro la città di Atene in merito alla contesa tra
Gytheon ed i
fratelli Cloatii); ad Aufidena i
Pomponii (cf. la dedica, post 12 a.C., ad Augusto e alla sua domus da parte di un rappresentante dei
Marcii Pomponii); a Fagifulae i
Pontii; a Saepinum i
Papii, i
Pomponii ed i
Vanii (ma come non ricordare quel
C. Neratius Sex. f. uno dei fondatori, se non il fondatore, della notissima
"gens Neratia";
C. Ennius Marsus e
P. Numisius Ligus artefici di due imponenti mausolei funerari); a Terventum i
Pontii, i
Vani ed i
Decitii (ma vedi anche quel
M. Papius M. f. M. n. Mutilus,
consul suffectus nel 9 d.C., pronipote o nipote del fratello del capo sannitico della rivolta italica
G. Papii G. f. Mutil.).
In particolare Aufidena (Castel di Sangro) ed il suo territorio, a puro titolo di esempio, ci hanno restituito, pur nella limitatezza dei recuperi, una serie di documenti di un certo interesse, che ci confermano almeno la persistenza di nuclei familiari assai conosciuti in tutto il Sannio. Ricordiamo: il testo repubblicano dei
praefedi (operi faciendo) M. Caicilius L. f. e
L. Atilius L. f. che
pontem peilas faciundum coiravere; quello della metà del I secolo a.C. in cui sono menzionati
Cn. Flavius M. f. e
C. Nummius M. f. Lepidus forse questori locali se non addirittura dedicanti a Quirinus; l’iscrizione di prima età imperiale che ricorda l’impiego di una somma in denaro per la costruzione di un "porticus e di saepta" da parte di
C. Acellius Clemens, somma che sembra essere stata stornata dal deposito previsto per l’organizzazione di "ludi Augustales" (istituiti nei 19 a.C. in occasione del ritorno di Augusto dall’Oriente); quella relativa al
sepolcro di un importante personaggio dei
Marci Lucceii (
M. Lucceius M. f. Severus) che aveva svolto alcune tappe del
cursus municipale nella città (fu questore per due volte con incarico precipuo di amministratore della cassa comunale, nonché "duovir iure dicundo" e "duovir iure dicundo quinquennalis" con la funzione cioè di presiedere alle liste del censimento), nel cui territorio di competenza rientrava la zona dell’attuale comune di San Pietro Avellana, ed i cui
municipes erano iscritti nella tribù Voltinia.
Un testo, purtroppo lacunoso, ci fa conoscere alcuni rappresentanti della
gens Papia esecutori materiali di una qualche opera di cui non è possibile stabilire l’esatta natura, che avevano militato nella legione XXIII, di età cesariana o triumvirale, la quale potrebbe essere stata disciolta, al più tardi, all’indomani della battaglia di Azio; solo di questi due rappresentanti dei Papii è dato sapere il loro grado all’interno della legione:
C. Papius Sex. f. sembra essere stato "pilus" o "hastatus" o "princeps primus" o "septimus" o "decimus",
L. Papius Sex. f. è stato "princeps tertius".
A Terventum
M. Decitius L. I. Myro ebbe come figlio
L. Decitius M. f. quattuorviro locale;
M. Epidius M. f. Vol(tinia) Sever(us) fu decurione; un testo rinvenuto a Schiavi d’Abruzzo nel 1857 in "contrada Torre" ci fa conoscere
C. Tullius M. f. Vol(tinia) Celer mil(es) coh(ortis) VIIII praetoriae nonché "curator fasci" e suo padre
M. Tullius M. f. Voi(tinia) Cordus II vir i(ure) d(icundo). Ma degni di attenzione sono anche quei "dolii" recuperati in una villa situata a tre chilometri dall’odierno abitato di Trivento, che ci trasmettono un
Sex. Urnecidius (nomen ignoto fino ad ora in tutta l’onomastica latina) datati con certezza al 26 d.C.
Ad Aesernia, infine, recenti acquisizioni epigrafiche ci fanno progredire notevolmente nella definizione dei maggiori rami gentilizi attivi tra la fine dell’età repubblicana ed il primo secolo d.C.; così gli
Afranii ed i
Trebellii noti attraverso un testo del seguente tenore:
Afraniae / Stasidi / sacerdoti, / Q. Q. (i. e. Quinti duo) Trebelli / December et Op/ tatus b(ene) m(erenti) f(ecerunt); conosciamo localmente
Cn. Afranius Sabinus (pater),
Cn. Afranius Cn. f. Cn. n. Priscus Sabinianus (filius),
Afranius [- - -] ed
Afrania lustina; gli stessi
Q. Trebellius December e
Q. Trebellius Optatus dedicano a
Mamia L. lib. Fortunata mater pientissima nonché
coniunx incomparabilis;
Q. Trebellius December è anche attestato come dedicante insieme alla moglie
[P]omponia Sabina per il padre
Q. Trebellius [Se]cundus; sembra che i
Quinti Trebellii di Isernia abbiano svolto un ruolo non di secondaria importanza localmente come lasciano intendere altre iscrizioni:
Q. Trebellius Q. I. Donatus, O. Trebellius Q. I. Venustus, Trebeilia Capriola e Trebellia O. f. Tertulla.
Veniamo poi ai
Mani:
Caii Mani, insieme a
Cnaei Mani,
Lucii Mani e
Marci Mani trovano numerosi riscontri locali:
C. Marius lalysus,
M. Marius C. I. Latinus,
C. Marius C. f. Rufus (bis),
L. Marius C. f. Secundus;
Cn. Marius Cn. f. Severus;
L. Marius Auctus;
M. Marius Hilarus;
Maria Corintis e
Maria Felicula. Poi i
Pomponii:
C. Pomponius C. I. Auctus e
C. Pomponius Gemellus;
L. Pompo[n]ius Hilar[us] T. Pomponius Crispinus;
Pomponia Crispina e
[P]omponia Sabina.
Infine i
Vibii, per cui dobbiamo subito considerare il testo
Gallus Vibius / L. f. Tro(mentina), / L. Lucio (mulieris) leib(erto) / Felici; si era pensato che il dedicante doveva essere identificato con il
L. Vibius L. f. M. n. Gallus già noto localmente, sebbene la formula onomastica sia espressa in modo differente; ma
Gallus, nella struttura onomastica di questo esempio, sembra essere proprio praenomen, non cognomen anteposto addirittura al gentilizio + patronimico + tribù; altri
Vibii:
L. Vibius L. f. e
L. Vibius L. f. Valen[s];
A. Vibius Anteros;
M. Vibius Vindex.