SANNITI

 


 
Continuità o frattura nella definizione delle classi dirigenti all’indomani del Bellum Sociale?
L’esempio dell’area abruzzese-molisana fra Marrucini, Carricini, Frentani e Sanniti Pentri.

SECONDA PARTE

 


2. Carricini.

I recenti scavi condotti a Iuvanum hanno permesso di affinare di molto le conoscenze sulle aristocrazie locali attraverso il recupero di importati iscrizioni: oltre a segnalare la presenza di C. Herennius Capito, colui che aveva allestito la costruzione della pavimentazione lapidea del forum di Iuvanum, sulla cui carriera si veda quanto esposto riguardo a Teate, dobbiamo ricordare i membri delle due famiglie più abbienti (i Novii Probi e gli Aufatii Firmi) legate tra loro anche da stretti vincoli matrimoniali, che ricoprirono, oltre alle normali cariche magistratuali, alcune tappe del cursus equestre, come M. Aufatius M. f. Firmus Novius Probus praefedus fabrum e suo nipote M. Aufatius P. f. Vindex Novius Probus praefedus equitum.
Un nuovo documento, inoltre, conservato a Lama dei Peligni (dalla cui zona proviene il testo relativo a M. Reccius N. f. Reutus quattuorvir iure dicundo), databile credo non oltre la seconda metà del I secolo d.C., costituisce un’ulteriore testimonianza sulla presenza in loco delle gentes Mettia e Poppaedia e consente di ampliare le nostre conoscenze sui rapporti intercorsi tra i principali nuclei familiari locali fino ad ora attestati.
Subito colpisce la presenza di uno dei tanti rami dei Poppaedii che in tutta la zona centrale della Regio IV poté annoverare personaggi famosi, almeno in ambiti locali, la cui origine osco-sabellica è provata da numerosi testi dialettali (ricordo su tutti il noto Q. Poppaedius Silo capo dei ribelli marsi; sembra che un ramo di questa gens, dopo il bellum sociale, si sia trasferita anche in Lucania); a noi interessa sottolineare che a Iuvanum era conosciuto, da un testo databile entro l’inizio del II secolo d.C., un Cn. Poppaedius Q. fil. Arnensis Maximus, equo publico, patronus municipi Iuvanensium; è chiaro quindi che i Quinti Poppaedii nel municipio carricino nel periodo a cavallo del I/II secolo d.C. ebbero una certa notorietà potendo disporre, come naturale, di schiavi e liberti. Se poi questo ramo gentilizio sia stato originario dalla non distante Teate Marrucinorum (come sembra probabile, visti i frequenti contatti intercorsi), dove conosciamo un Q. Popaedius M. f. di primissima età imperiale, non credo si possa affermare con certezza. Dei Mettii siamo a conoscenza di altri due rami locali come ci trasmette un testo inquadrabile in un periodo compreso tra la fine del I secolo d.C. e l’inizio del successivo che registra Sex. Mettius Sex. I. Arnensis Ursio sevir Augustalis, Sex. Mettius Severus e O. Mettius Verecundus. Originario di Iuvanum sembra essere il pretoriano M. Suellius Maximus.
Importante gens del municipium di Cluviae Carricinorum (toponimo che ha sostituito quello inesistente di pagus Urbanus di tradizione mommseniana) fu quella degli Helvidii Prisci, il cui primo rappresentante senatorio fu C. Helvidius Priscus, pretore nel 70 d.C., campione della causa repubblicana, la cui sorella Helvidia C. f. Priscilla aveva sposato il procuratore d’epoca neroniana M. Vettius Marcellus già ricordato, seguito da suo figlio che, nonostante le disavventure paterne, poté raggiungere il consolato nell’85 d.C. circa.
Localmente sembra, inoltre, aver avuto fortuna la famiglia degli Stallii.
Anche in questa zona le recenti acquisizioni archeologiche dimostrano la presenza di fabbriche di laterizi di prima età imperiale alcune delle quali collegate con i Sexti Pontii, altre impiegate nella costruzione di edifici di pubblica utilità come lasciano intendere i bolli rettangolari r(ei) p(ublicae) Iu(vanensium) e Vestigator r(ei) p(ublicae) Iuv(anensium).

 


3. Frentani.

Durante tutto il periodo imperiale Histonium consolidò ed accrebbe il suo prestigio; basta dare un rapido sguardo alle iscrizioni e notare la presenza di illustri personaggi legati con il potere centrale: mi riferisco, in particolar modo, a P. Paquius Scaevae et Flaviae filius Consi et Didiae nepos et Dirutiae pronepos Scaeva, d’età augustea, che fu proconsole di Cipro intorno al 10 a.C. circa, allorché l’isola fu devastata da un terribile terremoto; a L. Valerius L. f. Pudens, una sorta di bambino prodigio che nel 106 d.C., all’età di tredici anni, vinse a Roma il premio per la poesia latina nell’Agone Capitolino; a [Q. Fufi]cius Cornu[tus], tra le cui normali tappe ricoperte del cursus senatorio spiccano quelle della legazione della Pannonia Inferiore tra il 144 ed il 146 d.C., il consolato nel 147 e la legazione della Mesia Inferiore durante il principato di Antonino Pio (dopo il 150 d.C.).
Tra gli Hosidii Getae, un’altra importante famiglia di Histonium, è da menzionare [C. Hos]id[ius Geta] legato di Claudio, che combatté nel 43 d.C. in Britannia con tali meriti da ottenere gli "ornamenta triumphalia"; non è poi certa l’origine istoniese della gens Didia (pare infatti larinate, sebbene siano certi i suoi collegamenti politici e le sue estensioni di possessi e parentela in area istoniese).
Cittadino illustre per le numerose cariche locali ricoperte fu M. Baebius M. f. Q. n. Arn(ensis) Suetrius Marcellus dell’ultimo quarto del I secolo d.C., a cui i decurioni funus publicum, statuam equestrem, clipeum argenteum ed il locum sepolturae decreverunt, mentre gli urbani statuam pedestrem decreverunt. Sono, inoltre, originari di Histonium i tre militari Q. Gavius M. f. Arniens(is) mil(es) leg(ionis) XLIII Gem(inae) [da Mogontiacum], Q. Marius Arn(ensis) Proculus Hist(onio) b(eneficiarius) s(ub) pr(aefecti) [da Roma] e C. Messius Arn(ensis) Aper Hist(onio) tess(erarius) in (centuria) [da Roma]; trovarono invece sepoltura nella loro città d’origine i tre pretoriani C. Artenna Pudens, C. Vettius Super, L. Corisius Saturninus ed il legionario Sex. Magrius Q. f. Arn(ensis) Saturninus.
Di Histonium potrebbe essere anche il praetor urbanus C. Splattius nel 29 d.C. Conosciamo, infine, "lateres" riconducibili ad altre gentes locali di un certo prestigio: L. Barbius, C. Coponius, C. Dexius Staberianus, A. Faesonius A. f., Cn. Raius, Naevia Secundilla, P. Salius. Questa vivacità produttiva della zona frentana è da mettere in relazione senza dubbio non solo con le locali esigenze ma anche con il traffico commerciale della costa adriatica che nel non lontano porto di Ostia Aterni-Aternum aveva il suo polo di maggiore utenza. Ad Anxanum, oltre alle testimonianze riconducibili agli Hosidii Getae e (ma ci spostiamo di molto nel tempo) a L. Turcius Faesasius Apronianus, massicciamente note ad Histonium e ad Aufidena, si devono segnalare "lateres" di famiglie locali (Decii; Nummii), fra cui spicca l’esemplare referente la figulina Feltrina.
Tutto il territorio pertinente a questi centri, proprio per la sua morfologia, doveva essere occupato da attività industriali legate alla produzione delle tegole e mattoni, in mano ad affermate famiglie senatorie, come è il caso dei ricordati Paquii, Hosidii Getae e Fuficii; indubbiamente proprio questa fortunata produzione non fu senza conseguenze per la notorietà in loco delle suddette gentes, almeno nei primi due secoli dell’impero. Se per questi esempi dobbiamo parlare a ragione di praedia di una certa estensione, ma limitati all’area del municipio istoniese, nella restante zona frentana non mancavano anche fundi agricoli (coltivati ad oliveti soprattutto), come dimostrano e l’esistenza di vilici e la nota iscrizione di Buca, degli inizi del I secolo d.C., riguardo alla disputa sorta per la delimitazione di fundi rustici fra il privato locale Tillius Sassus, proprietario del "fundus Vellanus" e rappresentato dal procurator Q. Tillius Eryllus, ed il municipium di Histonium, possessore del "fundus Herianicus", rappresentato dall’actor M. Paquius Aulanius.

 


Il testo di Marco Bonocore è tratto da "I Luoghi degli Dei - Sacro e natura nell'Abruzzo italico"
A cura della Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo - Provincia di Chieti - 1997



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