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LA NECROPOLI DI CAMERELLE
POZZILLI (IS)
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Cartografia del territorio di Camerelle di Pozzilli
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Negli ultimi decenni si sono verificati alcuni importanti e particolari rinvenimenti archeologici per merito dei moderni lavori edili che, movimentando il terreno con mezzi meccanici, spesso incappano in antiche strutture finite sottoterra dove per centinaia di anni sono state relegate dalla natura e dall'incuria dell'uomo. A volte anche migliaia di anni, ed anche strutture di proposito costruite per rimanere sottoterra. Bisogna comunque affermare che alcune antiche strutture riescono a riemergere dal terreno quando questo è interessato da uno scavo edile di piccole dimensioni rispetto alle intere necropoli devastate dalle ruspe al lavoro per tracciare il percorso di qualche superstrada. Molte imprese di costruzioni di sovente non si accorgono, o fanno finta di non accorgesene, di ciò che viene fuori dal terreno, gettando all'aria tesori che in questo modo vanno perduti. Ma non sempre succede così ed alcune volte l'occhio esperto di qualche ruspista riesce a riconoscere in tempo le tracce di antichi manufatti giacenti sottoterra, come pezzi di terracotta o pietre troppo ben rifinite, anche se il momento del riconoscimento coincide con l'avvenuta devastazione del manufatto da parte della benna. | Ed è ciò che avvenne tempo fa nel Nucleo Industriale di Isernia-Venafro, in località Camerelle nel comune di Pozzilli nell'alta valle del fiume Volturno quando, per la costruzione di un capannone prefabbricato, furono effet-tuati degli scavi di sbanca-mento per realizzare le fondamenta. Le ruspe portarono alla luce in frantumi diversi tegoloni di terracotta e, vista la quantità di anforette che venivano fuori quasi intatte dalla benna della pala meccanica, fecero intervenire subito le autorità competenti. In una successiva ricerca sul campo, in base alle prospezioni effettuate, par-tendo dallo scavo realizzato per la costruzione del capannone, si giunse alla conclusione che l'area occupa-ta dalla necropoli preromana era davvero molto vasta. | |  Vaso di terracotta da un corredo funebre - Loc. Camerelle di Pozzilli VI - V secolo a.C. |
Basandosi sui ritrovamenti avvenuti ed effettuando altri saggi di scavo in particolar modo nell'area dove doveva sorgere il nuovo capannone (in modo da liberare l'area e far proseguire subito i lavori edili), gli archeologi della Soprintendenza molisana poterono analizzare e datare il vasellame recuperato. Almeno per la parte di necropoli venuta fuori in quella occasione si potè affermare che i reperti e quindi le sepolture erano collocabili in un arco di tempo che andava dalla prima metà del VI secolo a.C. ed arrivava alla fine del V ed inizi del IV secolo a.C. Così descrisse il ritrovamento Silvia Capini in un artico apparso sulla rivista "Archeologia Viva" del Dicembre 1991: " ... Sono state scavate 70 tombe (compreso un gruppo di una diecina di sepolture di età imperiale), tutte a fossa con coperture di pietre, solo alcune di quelle ellenistiche erano alla cappuccina. Poche sepolture isolate si datano in età ellenistica; hanno corredi estremamente poveri, che per lo più si limitano ad un unico vaso. |

Camerelle di Pozzilli - Corredo vascolare al momento del ritrovamento. | | Si possono indicare due ampie fasce cronologiche nelle quali si colloca il materiale. La prima è caratterizzata da una diffusa presenza di vasi di bucchero pesante: sono presenti diversi tipi, tutti inquadrabili nella fase corrispondente alla V di Capua (570/60 - 520 a.C.); oinochoai a ventre globulare e a ventre ovoide, kantharoi su basso piede ad anello, stamnoi a corpo sferico, coppe carenate di varie misure, piccole kotylai con solco sotto le anse, anforette con collo tronco-conico ed anse a doppio bastoncello. In questo momento compare già vasellame d’impasto rosso, il "bucchero rosso", che continua ad essere presente con poche forme (oinochoai trilobate, olle) anche nei decenni successivi, manifestando un certo |
attardamento rispetto alle aree campane dove pure è presente. Sembra di riconoscere una rarefazione delle sepolture nella prima metà del V secolo, mentre successivamente, si distingue un altro raggruppamento, molto omogeneo, caratterizzato dalla presenza di vasi a vernice nera riuniti in "servizi" generalmente formati da kylix, coppa e coppetta, l’una o l’altra delle quali si presenta spesso in più esemplari. I corredi consistono quasi esclusivamente in ceramica, con un solo bacino di bronzo, scarsissimi gli ornamenti personali, tranne le fibule, quasi sempre di ferro, una sul petto, generalmente del tipo rettangolare a bozze per gli uomini, due sulle spalle e qualche volta altre due sui fianchi, ad arco di verga per le donne. Tra gli oggetti di ornamento femminili, sono presenti bracciali ed anelli di filo di bronzo, qualche grano d’ambra, qualche vaso di pasta vitrea. Poche anche le armi, per lo più cuspidi di lancia. Il rito è costantemente quello dell’inumazione, con il defunto deposto sulla nuda terra, in posizione supina ed il corredo ai piedi. Molte volte è presente un’olla da derrate, spesso collocata ad un livello superiore rispetto al resto del corredo, così da affiorare sui piano della copertura, probabilmente destinata a riti funerari; contiene generalmente due vasi che sono quasi sempre un kantharos ed un’oinochoe di bucchero. Quest’uso continua nel tempo, forse perdendo via via parte del suo significato rituale originario. Alcune tombe del VI secolo si distaccano dalle altre per una maggiore chiarezza del corredo (sempre limitatamente alla ceramica) ed anche per il modo caratteristico con cui è disposto nella tomba, in parte allineato lungo un margine, in parte accatastato disordinatamente ai piedi del defunto. Le sepolture dovrebbero essere tutte maschili; i caratteri del rito di seppellimento, distinto da quello delle altre sepolture, fanno ritenere che si tratti di personaggi dominanti nella comunità che sottolineano il loro ruolo mediante l’esibizione di una sia pure non eccessiva ricchezza materiale, trascurando di porre l’accento su aspetti più legati alla sfera militare. Successivamente le sepolture del V secolo appaiono grandemente omogenee nella composizione del corredo e nel rituale funerario ". |

Vasellame di uno dei corredi funebri rinvenuti a Camerelle di Pozzilli (IS).
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Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco
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